La certificazione di inglese: quanto vale, e quando non basta
Da 3 a 10 punti in più, ma non aiuta a raggiungere i 55. Cosa dice il decreto nazionale, e cosa decide invece ogni ateneo.
Fonti verificate .
Quanti punti vale la certificazione di inglese?
Da 3 a 10, a seconda del livello: il B1 vale 3 punti, il B2 5, il C1 7 e il C2 10, e si aggiungono al punteggio della prova, che è su 80. Vale una sola certificazione, quella di livello più alto: due certificazioni non si sommano.
Deve essere di lingua inglese, rilasciata da un ente certificatore compreso nell'elenco tenuto dal Ministero dell'istruzione, e deve riportare il livello raggiunto in ciascuna abilità: ascolto, lettura, parlato, scrittura. L'attestato di un corso, o la certificazione di un ente che nell'elenco non c'è, non vale nulla.
| Livello | Punti in più |
|---|---|
| B1 | 3 |
| B2 | 5 |
| C1 | 7 |
| C2 | 10 |
Decreto ministeriale 931 del 3 luglio 2026, articolo 1, comma 7: le regole della prova per l'anno accademico 2026/2027. Il decreto si riemana ogni anno.
Punti e regole sono nel decreto ministeriale 931/2026.
Gli enti riconosciuti sono nell'elenco degli enti certificatori del Ministero.
La certificazione aiuta a raggiungere i 55?
No. La soglia di 55 su 80 si misura sulla sola prova: la graduatoria è formata da chi ha fatto almeno 55 alle ottanta domande, e solo dentro quella graduatoria i punti della certificazione si sommano per decidere l'ordine. Chi fa 52 alla prova e ha un C2 non entra fra gli idonei: il suo 62 non vale come un 55.
Dentro la graduatoria, invece, i punti pesano: chi ha 58 alla prova e un B2 arriva a 63, e passa davanti a chi ha fatto 62 senza certificazione. In una sede contesa, cinque punti possono valere decine di posizioni.
E quando gli idonei non bastano a riempire i posti?
Allora l'ateneo scorre una seconda graduatoria, con chi è rimasto sotto 55, e anche lì la certificazione conta: l'ordine è ancora prova più certificazione. È il caso in cui anche un B1 può fare la differenza fra entrare e restare fuori.
Entro quando va presentata?
Prima della prova, e di solito molto prima: si dichiara nella domanda di iscrizione al test, entro la scadenza del bando, e una certificazione presentata dopo non viene valutata. Alcuni atenei la vogliono caricata nel portale insieme alla domanda, altri spedita a parte con un modulo e una scadenza propria, che cade comunque prima della prova.
Conta quindi averla in mano in estate. Un esame sostenuto ad agosto, con il certificato che arriva a settembre, rischia di non servire per quell'anno: il termine esatto è nel bando della sede, che fa fede.
Un esempio di termine separato dalla domanda è il bando 2026/2027 dell'Università del Salento, che chiedeva di mandare la certificazione per e-mail, con un modulo apposito, entro una data fissata una decina di giorni prima della prova.
La certificazione scade?
Le regole nazionali non fissano una durata: né il decreto sulla prova né quello sui requisiti delle certificazioni dicono dopo quanti anni una certificazione smette di valere. Alcuni atenei però aggiungono un limite proprio. All'Università Europea di Roma, per esempio, nel 2026/2027 un B1 valeva due anni dal rilascio, un B2 tre, un C1 o un C2 quattro.
Una certificazione di qualche anno fa può quindi valere in una sede e non in un'altra: si controlla nel bando prima di scegliere dove fare il test.
I requisiti delle certificazioni sono nel decreto ministeriale 62 del 10 marzo 2022.
Le durate citate sono nel bando 2026/2027 dell'Università Europea di Roma.
A parità di punteggio, cosa decide?
L'ordine lo fissa il decreto: prima il punteggio nelle domande di competenza linguistica e ragionamento logico, poi in quelle di cultura letteraria, storico-sociale e geografica, poi in quelle matematico-scientifiche; se si è ancora pari, il voto di maturità, e infine passa avanti chi è più giovane. La certificazione non entra nello spareggio: è già dentro il punteggio.
Conviene prenderla?
Per chi pensa di riprovare il test l'anno dopo è l'unica leva che si può preparare con certezza: i punti non dipendono da come va la prova quel giorno. Un B2 vale cinque risposte giuste in più, e in una graduatoria fitta cinque punti sono molte posizioni.
Va pianificata al contrario, partendo dalla scadenza: gli esami si prenotano con settimane di anticipo e il certificato arriva dopo. Deve essere in mano prima che si chiuda l'iscrizione al test, non prima della prova.
Come si calcola il punteggio della prova, e la differenza fra idoneità e ammissione, sono nella guida al punteggio.
Domande frequenti
Quanti punti vale il B2 al test di Formazione Primaria?
Cinque, che si aggiungono al punteggio della prova. Il B1 ne vale 3, il C1 7 e il C2 10, secondo il decreto ministeriale per l'anno accademico 2026/2027.
Con la certificazione di inglese si raggiunge la soglia di 55?
No: la soglia si misura sulla sola prova. I punti della certificazione servono a ordinare la graduatoria, e contano anche nella graduatoria di chi è sotto 55 quando i posti avanzano.
Si possono sommare due certificazioni?
No: vale solo quella di livello più alto.
Una certificazione di qualche anno fa vale ancora?
Il decreto non fissa una scadenza, ma alcuni atenei sì. Controlla il bando della sede in cui fai il test.