Test Formazione Primaria
Il percorso

Quando la graduatoria non basta: gli interpelli

L'ultimo passo della catena delle supplenze di infanzia e primaria: quando anche le graduatorie sono esaurite, la scuola cerca da sé, pubblicando un avviso sul proprio sito.

Fonti verificate .

Cosa sono gli interpelli per le supplenze?

L'interpello è l'ultimo anello della catena con cui una scuola copre un posto vacante o un'assenza, anche su infanzia e primaria — gli stessi gradi della GPS seconda fascia e della prima fascia di cui parlano le due pagine precedenti. L'ordine è fisso: prima le GAE, poi le GPS, poi la graduatoria d'istituto (GI) della scuola stessa; se anche questa è esaurita, si passa alle GI delle altre scuole della provincia, dalla più vicina in poi. Solo quando nessuna di queste liste ha più nessuno da chiamare, la scuola pubblica un avviso pubblico — l'interpello — invitando chi ha i requisiti a proporsi direttamente, fuori da qualunque graduatoria.

Non va confuso con la convocazione ordinaria di chi è già in graduatoria (anche quella, in senso tecnico, si chiama "interpello" nel testo dell'ordinanza): qui si parla del caso in cui le graduatorie non bastano più.

La sequenza GAE-GPS-graduatoria d'istituto-scuole viciniori e il passaggio all'avviso pubblico sono all'articolo 14, commi 18 e 22, dell'ordinanza ministeriale 16 febbraio 2026, n. 27, la stessa che regola le GPS 2026/2027-2027/2028.

Perché a inizio settembre escono soprattutto supplenze brevi?

Perché per le assenze fino a dieci giorni, solo su infanzia e primaria, la scuola può pubblicare l'interpello in anticipo, senza data di inizio, durata, orario né sede: raccoglie le candidature e chiama quando serve. Le supplenze più lunghe invece arrivano all'interpello solo dopo che l'ufficio ha nominato dalle GPS e la scuola ha esaurito la propria graduatoria e quelle delle scuole vicine, e per questo escono più tardi.

In ogni altro caso l'avviso deve dire la data di inizio, la durata, l'orario settimanale e la sede, i titoli richiesti, come e fino a quando candidarsi, e che la presa di servizio avviene entro 24 ore dall'accettazione. Quando un avviso non dice fino a quando è la supplenza, è un dato che manca, e si può chiederlo alla segreteria prima di candidarsi.

Il contenuto obbligatorio dell'avviso e gli interpelli preventivi per le assenze fino a dieci giorni sono al punto 3.2 della circolare ministeriale 6 maggio 2026, n. 11814, sulle supplenze dell'anno scolastico 2026/2027.

Quanto dura una supplenza da interpello?

Dipende dal posto da coprire, e gli avvisi lo scrivono in modi diversi. I tipi però sono solo tre, più una formula che dei tre è un caso particolare.

Come lo scrive l'avviso Che cos'è Il contratto finisce Luglio e agosto
Supplenza annuale, «al 31/08» Posto vacante per tutto l'anno il 31 agosto pagati
«Fino al termine delle attività didattiche», «al 30/06» Posto libero per l'anno ma non vacante (per esempio il titolare è in aspettativa) il 30 giugno non pagati
Supplenza breve o temporanea Un'assenza, per esempio una malattia quando il titolare rientra non pagati
«Fino all'avente diritto» Una temporanea, in attesa di chi ha diritto al posto quando prende servizio chi è nominato dalle graduatorie non pagati

Una supplenza breve paga solo i giorni di servizio effettivo; se l'assenza del titolare si prolunga senza interruzioni, la supplenza è prorogata alla stessa persona, ed è così che una breve diventa lunga.

«Fino all'avente diritto» non è un quarto tipo: la formula nell'ordinanza non c'è. Indica una supplenza temporanea data mentre l'ufficio non ha ancora nominato dalle graduatorie chi ha titolo al posto, e che finisce, come ogni temporanea, quando l'esigenza di servizio cessa: cioè quando quella persona arriva. È la ragione per cui questi avvisi si vedono soprattutto nelle prime settimane dell'anno, fra un turno di nomine e l'altro.

I tre tipi di supplenza e la data in cui finisce ciascuno sono all'articolo 2, commi 6 e 10, e la retribuzione e la proroga delle brevi all'articolo 14, commi 9 e 11, dell'ordinanza ministeriale 16 febbraio 2026, n. 27.

Chi può partecipare, e chi passa prima?

A differenza delle graduatorie, l'interpello non richiede nessuna iscrizione preventiva: partecipa chi ha il titolo richiesto nell'avviso. L'ordine lo fissa la circolare ministeriale: prima chi ha l'abilitazione (per il sostegno, la specializzazione); in subordine chi ha il titolo di studio che dà accesso alla seconda fascia delle GPS. Se la scuola decide di aprire anche a chi non ha nessuno dei due, l'avviso deve dire con quali ulteriori criteri ordinerà le candidature: anni di corso, lauree affini, esperienza. Per chi non è ancora nella seconda fascia, quindi, le probabilità le decide il testo di ogni singolo avviso, non una regola generale.

Non può partecipare chi ha già un contratto a termine, o è già stato scelto per una supplenza e sta aspettando di firmarlo, né chi è stato confermato sul posto di sostegno dell'anno prima o ha un contratto finalizzato al ruolo. L'eccezione è la supplenza breve: chi ne sta facendo una può candidarsi per una supplenza al 30 giugno o al 31 agosto.

Chi è stato scelto si può sapere: la scuola pubblica l'esito all'albo.

Ordine dei titoli, esclusioni ed esiti all'albo sono al punto 3.2 della circolare ministeriale 6 maggio 2026, n. 11814.

Quale titolo serve per la seconda fascia, e come ci entra uno studente di Formazione Primaria, è nella pagina su supplenze prima della laurea.

Cosa bisogna mandare per candidarsi?

Quello che chiede l'avviso, nel modo e entro il termine che l'avviso indica (email, PEC o la piattaforma della scuola). Di solito vuol dire:

  • La domanda sul modello preparato dalla scuola: l'avviso deve indicarlo. Se c'è, si usa quello e non un modulo trovato altrove.
  • Dentro la domanda, le dichiarazioni in autocertificazione che servono a verificare i requisiti, compresi gli estremi di abilitazione o specializzazione. Una candidatura che non le contiene non si può valutare.
  • La copia di un documento d'identità, se la domanda è firmata a mano e mandata per email: lo richiede la legge per le istanze alla pubblica amministrazione.
  • Il curriculum, quando l'avviso lo chiede. Nessuna norma lo impone, ma quasi tutti gli avvisi lo vogliono, ed è lì che si fanno valere esperienza e anni di corso.

Il modello della scuola e le autocertificazioni sono al punto 3.2 della circolare 11814/2026 citata sopra; la copia del documento d'identità all'articolo 38, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

Posso lasciare una supplenza breve per una più lunga?

Sì, ma solo in quella direzione: chi è in servizio su una supplenza breve può lasciarla per accettarne una al 30 giugno o al 31 agosto, senza conseguenze. Lasciarla in qualunque altro caso, anche per un'altra supplenza, è un abbandono del servizio, e l'abbandono fa perdere la possibilità di avere supplenze di qualunque tipo per tutto il periodo di validità delle graduatorie, cioè per il resto del biennio. I contratti firmati dopo un interpello sono soggetti alle stesse sanzioni degli altri.

Una volta accettata la proposta, la presa di servizio deve avvenire entro 24 ore.

La facoltà di lasciare la supplenza breve e le sanzioni per rinuncia e abbandono sono all'articolo 15 dell'ordinanza ministeriale 16 febbraio 2026, n. 27, richiamato per gli interpelli dall'articolo 14, comma 22.

Chi fa supplenze e studia ha diritto alle 150 ore?

I dipendenti pubblici che frequentano un corso di laurea hanno fino a 150 ore l'anno di permessi retribuiti per studiare, e il supplente è un dipendente pubblico. Chi può chiederle e con che scadenze però lo decide il contratto integrativo di ogni regione.

In Lombardia, per esempio, spettano ai supplenti con contratto annuale o fino al 30 giugno, non a chi fa supplenze brevi, e in proporzione alle ore di servizio. Valgono per l'anno solare, e la domanda va presentata tramite il dirigente scolastico entro il 15 novembre dell'anno prima; chi viene nominato dopo quella data ha cinque giorni dalla nomina, e comunque tempo fino al 10 dicembre. Nelle altre regioni le regole sono simili ma non identiche: fa fede il contratto del proprio ufficio scolastico regionale.

Le regole lombarde sono agli articoli 1, 4 e 5 del contratto integrativo regionale della Lombardia sul diritto allo studio 2026-2028.

Quando la supplenza finisce, spetta la NASpI?

Sì, se ci sono i requisiti: la NASpI è l'indennità per chi perde il lavoro senza averlo scelto, e la fine di un contratto a termine è il caso tipico. Servono almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni; dura la metà delle settimane di contributi di quei quattro anni; la domanda va fatta all'INPS entro 68 giorni dalla fine del contratto.

Se durante la NASpI arriva una nuova supplenza, conta quanto dura: fino a sei mesi la NASpI viene solo sospesa e poi riprende; oltre i sei mesi, con un reddito sopra la soglia esente da tasse, si perde. Una supplenza da settembre a giugno dura più di sei mesi.

Attenzione a chi lascia un lavoro a tempo indeterminato per una supplenza. Le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASpI, e dal 2025 c'è una regola in più: se ci si è dimessi nei dodici mesi prima della fine della supplenza, dopo le dimissioni servono almeno 13 settimane di contributi. Una supplenza di poche settimane può non bastare.

Requisiti, durata, domanda e compatibilità con un nuovo lavoro sono agli articoli 3, 5, 6 e 9 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22; la regola sulle dimissioni è la lettera c-bis dell'articolo 3.

Dove si pubblica un interpello?

La scuola pubblica l'avviso sul proprio sito istituzionale e ne invia copia all'ufficio scolastico territorialmente competente (l'ambito territoriale, ex provveditorato), che lo ripubblica sul proprio sito in una sezione dedicata.

C'è un elenco nazionale degli interpelli?

No. Ogni scuola pubblica il proprio avviso separatamente, e non esiste un registro unico che li raccolga tutti: è informazione che cambia ogni giorno e appartiene al sito di chi la pubblica, non a una pagina come questa. Chi cerca supplenze in una provincia specifica deve controllare il sito dell'ambito territoriale di quella provincia (dove gli avvisi delle scuole della zona confluiscono) e, se ha già in mente un istituto preciso, anche il sito di quella scuola: l'ambito riceve solo copia, e non è detto che la pubblichi con lo stesso anticipo.

Il ritardo conta di più nel fine settimana, quando gli uffici sono chiusi: un avviso pubblicato dalla scuola il sabato può comparire sul sito dell'ambito solo il lunedì, a volte il giorno stesso della scadenza.

L'elenco degli uffici scolastici regionali, da cui si arriva ai siti dei singoli ambiti territoriali provinciali, è sul sito del Ministero dell'istruzione e del merito.

Iscriversi alla GPS seconda fascia da studente, prima della laurea, mette in graduatoria invece di dover aspettare un interpello: è nella pagina su supplenze prima della laurea.

Cosa cambia con l'abilitazione in tasca, dalla prima fascia GPS al concorso per il ruolo, è nella pagina su cosa succede dopo la laurea.

Domande frequenti

Cos'è un interpello per le supplenze?

È l'avviso pubblico con cui una scuola cerca direttamente un supplente quando le graduatorie (GAE, GPS, graduatoria d'istituto propria e delle scuole vicine) sono tutte esaurite. Si pubblica sul sito della scuola e in copia sul sito dell'ambito territoriale competente.

Devo essere iscritto a una graduatoria per partecipare a un interpello?

No. Serve il titolo richiesto nell'avviso: prima passa chi ha l'abilitazione, poi chi ha il titolo di studio della seconda fascia GPS, poi, se l'avviso lo prevede, gli altri secondo i criteri che l'avviso stesso indica.

Cosa vuol dire supplenza «fino all'avente diritto»?

È una supplenza temporanea data in attesa che l'ufficio nomini dalle graduatorie chi ha titolo al posto: il contratto finisce quando quella persona prende servizio.

Che differenza c'è fra supplenza al 30 giugno e al 31 agosto?

Quella al 31 agosto copre un posto vacante per tutto l'anno e paga anche luglio e agosto; quella al 30 giugno copre un posto libero ma non vacante e finisce con le attività didattiche.

Posso lasciare una supplenza breve per una al 30 giugno?

Sì: la supplenza breve si può lasciare per una al 30 giugno o al 31 agosto. Lasciarla in qualunque altro caso è abbandono del servizio, e fa perdere le supplenze per tutta la durata delle graduatorie.

Chi ha già un altro contratto a termine può partecipare a un interpello?

Di norma no. L'eccezione è chi sta facendo una supplenza breve, che può candidarsi per una supplenza al 30 giugno o al 31 agosto.

Cosa devo allegare alla candidatura?

Quello che chiede l'avviso: la domanda sul modello della scuola, con le dichiarazioni in autocertificazione; la copia di un documento d'identità se la domanda è firmata a mano; il curriculum quando richiesto.

Un supplente ha diritto alle 150 ore per studiare?

Dipende dal contratto integrativo della regione. In Lombardia sì, con una supplenza annuale o al 30 giugno, in proporzione alle ore, chiedendole entro il 15 novembre per l'anno successivo.

Dopo una supplenza si può avere la NASpI?

Sì, con almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni e la domanda all'INPS entro 68 giorni dalla fine del contratto. Chi si è dimesso da un altro lavoro nei dodici mesi prima deve averne 13 dopo le dimissioni.

Dove trovo gli interpelli aperti nella mia provincia?

Sul sito dell'ambito territoriale (ex ufficio scolastico provinciale) di quella provincia, e sui siti delle singole scuole. Non esiste un elenco nazionale unico: ogni scuola pubblica il proprio avviso separatamente.

Gli interpelli riguardano anche infanzia e primaria?

Sì: la procedura è la stessa per ogni ordine e grado. Per chi ha una laurea in Formazione Primaria è il seguito naturale della GPS seconda fascia o prima fascia su infanzia e primaria, quando anche quella graduatoria è esaurita.

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