Dopo la graduatoria: immatricolazione, scorrimenti, ripescaggi
Ammesso, idoneo, non idoneo: cosa vuol dire ogni parola, cosa fare e entro quando, e come si entra anche quando il proprio nome non è fra i primi.
Fonti verificate .
Come si legge la graduatoria?
Le graduatorie, in realtà, sono due. La prima raccoglie gli idonei, cioè chi ha fatto almeno 55 su 80 alla prova, in ordine di punteggio (prova più l'eventuale certificazione di inglese): i primi, fino al numero di posti del bando, sono ammessi. La seconda, con chi è rimasto sotto 55, si usa solo se gli idonei non bastano a riempire i posti.
Le parole cambiano da un ateneo all'altro, e non sempre dicono quello che sembra. «Vincitore» o «ammesso» vuol dire che puoi immatricolarti. «Idoneo non ammesso» vuol dire che hai superato la soglia ma sei oltre i posti, e aspetti gli scorrimenti. In una graduatoria dei non idonei, invece, una parola come «idoneo» può indicare soltanto chi è in lista: la legenda è nel documento o nel bando.
Soglia, ordine e seconda graduatoria sono nell'articolo 1 del decreto ministeriale 931/2026.
Ammesso: entro quando bisogna immatricolarsi?
Entro i termini del bando, che sono perentori e di solito brevi: pochi giorni dalla pubblicazione. Chi non si immatricola in tempo, o non paga la prima rata, perde il posto qualunque sia il motivo, e il posto passa a chi segue.
Non arriva nessuna comunicazione personale: la pubblicazione sul sito dell'ateneo vale come notifica. Chi aspetta una mail rischia di scoprire troppo tardi di essere stato ammesso.
Idoneo ma non ammesso: cosa sono gli scorrimenti?
I posti lasciati liberi da chi non si immatricola o rinuncia passano, in ordine di graduatoria, ai candidati successivi. Sono gli scorrimenti, e l'ateneo li pubblica alle date fissate dal bando: chi rientra deve immatricolarsi entro la nuova scadenza, di nuovo breve.
Un dettaglio cambia da sede a sede, e costa caro a chi non lo sa: in alcuni atenei, dopo il primo giro, i posti si assegnano solo a chi dichiara di essere ancora interessato. All'Università di Milano-Bicocca, nel 2026/2027, chi non era ammesso dopo la prima riapertura doveva presentare online una «dichiarazione di disponibilità al ripescaggio» entro pochi giorni: senza, restava fuori anche se i posti c'erano.
La procedura è all'articolo 18 del bando 2026/2027 di Milano-Bicocca.
Si può entrare con meno di 55 punti?
Sì, se gli idonei non bastano. Il decreto prevede che in quel caso l'ateneo scorra un'ulteriore graduatoria con chi è sotto 55, ordinata ancora per prova più certificazione di inglese, fino a coprire i posti.
Chi entra così riceve di norma degli obblighi formativi aggiuntivi (OFA), e qui le regole le fa ogni ateneo. A Padova li riceve chi è ammesso sotto 55; a Milano-Bicocca chi, pur ammesso, ha sbagliato sei o più domande di competenza linguistica; a Bologna chi resta sotto soglie fissate area per area. Si assolvono con un laboratorio e una prova finale, e chi non li recupera nei termini può trovarsi la carriera bloccata o dover ripetere il primo anno.
La regola di Padova è al punto 5.3 del bando 2026/2027 di Padova.
Quella di Milano-Bicocca all'articolo 16 del bando 2026/2027 di Milano-Bicocca.
Quella di Bologna al paragrafo 7.2 del bando 2026/2027 di Bologna.
Il ripescaggio in un altro ateneo
C'è poi una strada che in pochi conoscono. Finiti gli scorrimenti, se in una sede restano posti vacanti, l'ateneo li mette a disposizione di chi ha fatto la prova nello stesso anno in un'altra sede e lì non è entrato perché i posti erano finiti. Si entra in ordine di punteggio, anche con meno di 55.
Non è automatico: la domanda si fa all'ateneo che ha i posti, entro i termini dell'avviso che quell'ateneo pubblica sul proprio sito. Chi è rimasto fuori nella propria sede fa bene a controllare, nelle settimane dopo le graduatorie, i siti degli atenei dove i posti erano più dei candidati.
È l'articolo 6, comma 4, del decreto ministeriale 931/2026.
Serve l'ISEE per immatricolarsi?
No: l'immatricolazione non dipende dall'ISEE. L'ISEE serve a stabilire quanto si paga di tasse, e va presentato entro la scadenza fissata dall'ateneo: chi non lo presenta, di norma, paga la fascia più alta.
Come funzionano fasce, esonero e borse è spiegato nella pagina su costi e borse di studio.
E se sono già iscritto a un altro corso?
Si può rinunciare agli studi e immatricolarsi da capo, chiedere il trasferimento o il passaggio di corso, oppure restare iscritti a due corsi insieme, come permette dal 2022 la legge sulla doppia iscrizione. La procedura la descrive ogni ateneo nel bando o nelle pagine della segreteria.
La doppia iscrizione è regolata dalla legge 12 aprile 2022, n. 33.
Chi è già iscritto a Formazione Primaria in un altro ateneo può invece spostarsi senza rifare il test: vedi cambiare ateneo.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra scorrimento e ripescaggio?
Lo scorrimento assegna i posti liberi, in ordine di graduatoria, a chi segue nella stessa sede. «Ripescaggio» è il nome che molti atenei danno ai giri successivi, che a volte richiedono una domanda; e c'è un ripescaggio fra atenei, per chi ha fatto la prova in un'altra sede.
Per lo scorrimento bisogna fare domanda?
Dipende dall'ateneo: spesso il primo scorrimento è automatico, ma alcune sedi chiedono di dichiarare entro pochi giorni che si è ancora interessati. Il bando lo dice.
Mi arriva una mail se vengo ammesso con lo scorrimento?
Di norma no: vale la pubblicazione sul sito dell'ateneo, da controllare alle date indicate nel bando.
Si può entrare con meno di 55 punti?
Sì, se gli idonei sono meno dei posti: si scorre una seconda graduatoria di chi è sotto soglia, e chi entra riceve di norma degli obblighi formativi aggiuntivi.